Il metodo Armonia Visiva

Cerca che cosa impedisce al tuo sistema di organizzarsi autonomamente,
e lo rimuove.

Dall'allenamento alla liberazione del sistema

Il metodo nasce dentro la rieducazione visiva funzionale. Marco Grassi, optometrista, progetta dal 1997 gli strumenti VTE per questo lavoro. Per anni l'obiettivo è stato allenare le singole funzioni visive con esercizi da ripetere.

Con il tempo è emersa un'osservazione precisa: una funzione allenata dà i risultati attesi solo quando il sistema nel suo insieme è libero di riorganizzarsi. Quando il sistema è rigido, servono molte ripetizioni, e i risultati restano sotto le aspettative. Da qui oltre 15 anni di ricerca autonoma, che hanno spostato il lavoro dalla singola funzione al sistema che le gestisce tutte.

Compensare non è potenziare.

Allenare una funzione
Liberare il sistema
Da dove parte
Da dove parteDalla funzione che risulta debole.
Da dove parteDa come il sistema si organizza nel suo insieme.
Che cosa chiede a te
Che cosa chiede a teEsercizi specifici da ripetere.
Che cosa chiede a teNessun esercizio: il dispositivo si usa durante le attività di sempre.
Che cosa si guarda
Che cosa si guardaLa prestazione della singola funzione.
Che cosa si guardaLa libertà dei movimenti, l'attenzione, il rapporto con lo spazio.
Il traguardo
Il traguardoUna funzione più allenata.
Il traguardoUn sistema che si regola autonomamente.

Attenzione centrale e consapevolezza del contesto

Il metodo distingue due tipi di informazione visiva che usi ogni giorno, e che dovrebbero lavorare insieme.

Attenzione centrale

Riconosce i dettagli. La usi per leggere, studiare, lavorare al computer: restringe il campo e ti isola da ciò che sta intorno.

Consapevolezza del contesto

Ti dice dove sei, che cosa sta di lato e che cosa si muove. Ti permette di camminare tra le persone senza urtarle.

Studio e lavoro chiedono ore di attenzione centrale. Quando l'attenzione resta concentrata a lungo, la consapevolezza del contesto passa in secondo piano e il corpo si organizza intorno a quella chiusura: si irrigidiscono il collo, la mandibola, il respiro.

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Perché il corpo compensa

Il respiro che si contrae mentre leggi, il capo che ruota meno, lo sguardo che scende quando cammini: il metodo li chiama compensi. Sono strategie intelligenti, che servono a portare a termine quello che stai facendo. Diventano un peso quando durano per anni e si presentano come fastidi separati: occhi stanchi, collo rigido, attenzione che cala, sonno che non ristora.

Per questo il metodo non misura le tue prestazioni: osserva come il tuo sistema si organizza e legge i disagi come un segnale di inefficienza, non come un limite della persona. Un compenso nato come risposta a una richiesta si può anche abbandonare, quando il sistema ritrova le condizioni per riorganizzarsi.

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L'obiettivo è la tua autonomia

Un rimedio da ripetere all'infinito lega la persona a chi lo fornisce. Il metodo va nella direzione opposta. Dopo una fase d'uso guidato, in cui il sistema consolida i cambiamenti nell'arco di qualche mese, si passa al mantenimento, con un uso minimo del dispositivo.

Il risultato che cerchiamo è sapere che cosa ti succede quando l'attenzione resta concentrata per ore, accorgertene presto e avere un sistema libero di tornare indietro autonomamente.

Davide Crivelli, referente del progetto di ricerca, IrcCAN, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Ideato da Family Vision Center, evidenziato dall’Università Cattolica

Da luglio 2019 a marzo 2021 il protocollo di neuropotenziamento basato su SiXDEVICE è stato studiato con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il coordinamento era della prof.ssa Michela Balconi. Una prima fase lo ha confrontato con un allenamento visivo tradizionale in volontari sani; una seconda ha coinvolto giovani adulti con disturbi specifici dell'apprendimento.

Disegno, risultati e limiti degli studi sono nella pagina delle evidenze scientifiche. I percorsi individuali, con le misure raccolte nel tempo, sono nei case report.

Domande frequenti sul metodo Armonia Visiva

Che differenza c'è tra vista e visione?

La vista è quanto vedi nitido; la visione è il modo in cui il cervello elabora ciò che vedi e lo usa per orientarti, muoverti e lavorare. Un controllo della vista misura la prima. Il metodo lavora sulla seconda: la stanchezza nasce dall'elaborazione e dall'attenzione prolungata, non dai muscoli degli occhi.

Per quali motivi si usa il dispositivo?

Per usare la vista in modo coordinato e adatto a ciò che la giornata ti chiede, oltre la semplice nitidezza. Lo si sceglie per recuperare organizzazione, coordinazione e tenuta nelle proprie attività senza aggiungere esercizi. Il dispositivo lavora dal sistema visivo verso il resto del corpo mentre svolgi le attività di sempre.

Serve anche a chi non ha nessun fastidio?

Sì, anche chi non lamenta nulla può usarlo per mantenere l'equilibrio tra ciò che studio e lavoro chiedono e le proprie risorse di attenzione, energia e recupero. Il metodo nasce come neuropotenziamento, e la prima fase della ricerca con l'Università Cattolica ha coinvolto proprio volontari sani.

Che cosa distingue il metodo da altre tecniche?

Parte dalle tue priorità e non ti chiede esercizi. Gli obiettivi si definiscono con te nella valutazione e il dispositivo si usa durante le attività di tutti i giorni. Il percorso è pensato per arrivare a una fase di mantenimento, con la tua autonomia come traguardo.

Si può usare a qualunque età?

Si usa a età diverse, e la valutazione serve proprio a capire se nel tuo caso è indicato. I casi documentati vanno dagli 8 ai 36 anni e la ricerca universitaria ha coinvolto giovani adulti. Il dispositivo si inserisce nelle attività quotidiane, quindi non chiede tempo dedicato.

In che cosa è diverso dal training visivo?

Il training visivo allena una funzione con esercizi ripetuti; il metodo Armonia Visiva non allena nulla. Rimuove l'ostacolo che impedisce al sistema di organizzarsi e lascia che si riorganizzi autonomamente durante le attività quotidiane. Nella prima fase della ricerca con l'Università Cattolica, il gruppo di confronto ha svolto un allenamento visivo tradizionale.

Per quanto tempo si usa? Si diventa dipendenti?

No, l'obiettivo dichiarato è il contrario della dipendenza. Il percorso prevede una valutazione iniziale, un periodo d'uso in cui il sistema consolida i cambiamenti nell'arco di qualche mese, controlli intermedi e una fase di mantenimento con un uso minimo. Il traguardo è una persona che riconosce i propri segnali e sa gestirsi.

Non sai da dove partire?

Il questionario che usiamo in valutazione ti mostra quali dei tuoi fastidi appartengono allo stesso sistema. Bastano dieci minuti.